Winter trail Monte Prealba

Non era in calendario, altro in programma per il WE, un imprevisto e la domenica libera. Sento gli amici di Bione, e così la mattina di domenica mi ritrovo alla partenza.

Non fa freddo per essere a Gennaio. La voglia di rimettermi in gioco dopo la debacle della settimana prima non manca. Non siamo in tanti, forse 150 a occhio e croce. Lampade frontali accese. Si parte puntuali, piccola variazione rispetto l’anno precedente. Meglio così, si parte a favore di discesa, e così almeno si ha tempo di far salire un po’ i battiti. Da subito qualche lastra di ghiaccio, e subito via lungo. Ok mi dico che non sarà l’ultima di giornata e riparto con qualche ammaccatura. Con me la tostissima Melissa, bè dai una cara amica prima di tutto. Si va a un buon ritmo, nulla di tirato. Per entrambi la sana di voglia di restare un po’ sulle gambe senza soffrire troppo però. E così arriva il sole. Le montagne risplendono negli occhi, una bella aria frizzante. Ristori frequenti, siamo stracoccolati. E proviamoci sta grappa, zio belin sono appena le 9.00. Fa nulla dai . La Meli sorseggia una birra. Ok Roby se anche lei beve, si mette male oggi. Il percorso dopo i primi km corribili si fa tosto. Si deve raggiungere il monte Prealba, la cima Coppi di giornata. Va bè dai altro grappino, e mi fanno pure scegliere tra una aromatizzata o la classica bianca. Il sole scalda, la cernere del kway incastrata. E che palle, lo sfilo come un maglione. Non so se effettivamente fa caldo o è effetto grappa ma tant’è sudo copiosamente. Ecco il bel dritto verso la cima. Da lì discesa facile sino a quando nel parco delle Fucine “ghiaccio” !!! Ma non poco! Miseria ok, ramponcini si o ramponcini no? Dai mi affido alle mia Hoka Challenger ATR5. Tanto di discesa ve ne è poca, poi tutto il resto è in piano o salita. Con calma passo i punti più difficili, foto alla Cascata e poi via verso sentieri più puliti. Ricordo degli anni scorsi: vi sarà un ulteriore bello strappo. La Meli mi chiede se è questo o quello. Io le dico di attendere. E infatti dopo l’ennesimo ristoro, appena fuori, volgo lo sguardo a dx ed eccolo. Il crinale che non vorresti mai fare. Meli che sussurra, “sti caxxi” o qualcosa di simile. Si parte, saranno 20/25 minuti di paura. A ritmo controllato si sale. Tutto sommato in cima ci arriviamo abbastanza bene. Seguiranno altri su&giù tecnici sino a perdere decisamente quota. La voce dello speaker echeggia sin dove ci troviamo. Riprendiamo qualcuno che nel frattempo si trova a corto di energie. So mi aspetta l’ultima sorpresa di giornata. E sti mazzi, eccola. Come scartare un ovetto kinder e non trovare il regalino sperato. Sempre con molta calma, ma senza soste scavalliamo anche sto dritto. Un ristoro abusivo (scorso anno ufficiale) ed è impossibile dire no al bicchiere di rosso. Dovrebbero mancare 5/6 km all’arrivo, me li ricordavo sostanzialmente in discesa, ma l’età gioca spesso brutti scherzi. Niente di impossibile ma ancora 2/3 impegnativi tiri e poi l’ultima discesa, facile, corribile se non fosse per la neve e il ghiaccio. Ma poi alla fine a noi poco importa, ci prendiamo il tempo per scendere in sicurezza, senza correre così rischi inutili.

Una bella giornata anche se la si chiude qualche minuto dopo merita sempre di essere vissuta sino alla fine. Ecco il traguardo, oggi non si è faticato, oggi è stato un piacere correre. Ringrazio Antonio per il bel percorso. L’organizzazione di questa gara ha un grande pregio, che chi ne è preposto non vuole sentire gli elogi, essere considerato il migliore organizzatore di trail. No qui c’è l’esperienza di chi ha fatto tante gare, la disponibilità di tanti volontari, una location che per una gara di Gennaio è un must. Un trail che se affrontato di petto sa darti sonore legnate, ma che se vissuto al ritmo giusto ti regala enormi soddisfazioni. E alla fine la premiazioni: non la mia! Certo la Meli 3° donna assoluta, Filippo Canetta 5° , ma soprattutto questo ultimo Campione italiano di categoria nell’ ultratrail…. E qui inizia un’altra storia, fatta di sfottò, al quale il nostro ingegnere tocca la parte della vittima!

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