Tùtt d’un fiaa. Da Pasturo alla vetta del Grignone

Montagne vicino a casa che in 40min di auto le raggiungo, ma non posso dire che sono le mie montagne, perché le montagne son di tutti, basta rispettarle. Ma sono a quelle a cui sono affezionato. Il re Grignone e la regina Grignetta, poi intorno c’è tanta roba ancora: due Mani, tre Corni, Moregallo, pizzo Tre Signori etc etc… Ma è il Grignone protagonista ieri. Protagonista con la sua gara. Andar tùtt d’un fiaa, come disen lùr. Sentiero diretto fino alla vetta. Circa 8km con un dislivello superiore ai 1800mt. Una scalata! Il suo nome vero sarebbe Vertical.
E mi domando? E chi le ha mai fatte queste gare. Forse non sono troppo attratto, perché quei pochi km con tutto quel dislivello fanno apparire una gara non lunghissima e magari tiratissima, ed io non amo le corse sparate. Però alle Grigne sono affezionato e cosi mi iscrivo.

Ci presentiamo al via e in me non possono mancare i ricordi delle mie prime esperienze di corse in montagna di anni fa. La partenza era la stessa dove partiva lo Scaccabarozzi, io feci due volte il corto. Poca gente al confronto di quella gara, ma forse meglio cosi. Pochi ma buoni. Saremo circa 300.

Parcheggio facile e preparazione allo start familiare. Incontro vecchi amici di corsa montagna e di podismo Brianza, il mitico Claudio Ghezzi che sul Grignone va su tutti i giorni e cosi partono le foto di rito. Caffè al bar e pronti via!!! Subito salita e subito sentiero. Partiamo ultimi come da mio rituale e saranno pochi gli atleti che superemo. Qui van tutti e me ne accorgo quasi subito in salita. Ed essendo tutta gente che va per monti, le gambe nelle ascese tengono. Obiettivo era farla in due ore e mezzo.

Tre siamo del team runners Desio e cosi conosco Gianmario. Capisco che lui ha un altro passo e subito alla partenza prende il volo e va via, farà anche un ottimo tempo, sotto le due ore. Grande! Noi partiamo tranquilli e sempre al passo. La forma non è male, solo una non perfetta respirazione per una leggera infezione bronchiale non mi permettono di rendere al meglio nel tratto finale, dove Enza sempre affianco aveva la possibilità di aumentare l’andatura, strano per lei che di solito soffre le salite, almeno così dice! Ci son state anche delle apprensioni alla partenza per il meteo che poi invece  terrà  fino al termine della giornata evitando i tanto temuti temporali. E cosi si arriva in vetta. Soddisfazione per essere arrivati nei tempi prefissati e magari un pizzico di amaro per la crisetta nel finale mia. Ma crono finale sarebbe cambiato di poco. Per Enza la soddisfazione di non essere ultima, temeva questa debacle… invece è andata alla grande.

Mentre mi siedo sulla panchina del Brioschi, rifugio in vetta, in me arrivano i pensieri di questi ultimi mesi, dove un’anca non in ordine e ginocchio con problemi m’han fatto tribulare e  correre farlo diventare un problema. Mi siedo con la soddisfazione che forse con l’aiuto della palestra e il cambiamento del modo di allenarmi, alternando sport diversi dalla corsa arrivo alla fine di queste gare con la sola stanchezza fisica e non più quella dolorosa per la non felice situazione funzionale delle articolazioni. Una bella risposta per il mio futuro.

A scendere si arriva al Pialleral e straiandosi sul prato ci si gusta il pianino, la polenta, la macedonia, con un bel bicchiere di birra, indossando la bella maglietta commemorativa della gara a cimelio della stupenda ed ennesima giornata passata sul Grignone…

Gara da rifare e chissà che magari l’anno prossimo non mi diverta ancor di più!

 

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