Traversata dei Colli Euganei 2018

Traversata  Colli Euganei: ricordi e ancora ricordi. Gara e terzi tempi da favola. Proloco che sistemava l’oratori e noi nel parchetto monopolizzando un tavolo a tirare tardi, tra uova, pane e salame, birra e vino. Tanti gli anni che non tornavo a questa classica di “gioventù”.  E questa volta ci vado da solo, sveglia  all’alba presto, in auto a cantare non so bene  cosa, stonando alla grande come mio solito, ma con  la necessità di restare sveglio.

Arrivo giusto per il ritiro pettorali, nulla è cambiato a Villa di Teolo, si respira la solita aria di semplicità, quella che in fondo basta per farti sentire comunque a casa.  La partenza la ricordo perfettamente, si corre velocissimi (poi ora per me è tutto relativo al mio essere scarso), la salita al Pirio e i soliti idioti che spostano fettucce, i primi sbagliano, io mi ricordo che la gara non andava da quella parte, decido di fidarmi del mio istinto e mi ritrovo 100mt dopo le balise nel verso che speravo.  Fango poco, un po’ mi manca. Ristori a non finire. Serve far girare le gambe, ma quelle oggi non hanno molta voglia,  mi resta però la voglia di far fatica e allora mi sforzo di dare il mio meglio. Ringrazio i tanti volontari sul percorso. La temperatura è ideale.  Passo alla grande la metà gara e oltre.  Spingo spingo, anche se le gambe paiono mattoni.  Chi mi precede allunga e non lo vedrò più se non solo all’arrivo, nel contesto nessuno che mi segue.  Ecco la salita alla “Madonna”  la più temuta, in realtà vuoi perché la si deve camminare, vuoi perché  mi piace, la faccio anche in fretta. La temperatura si è alzata, la sensazione di aver sete appena dopo il ristoro non è solo tale.  Manca poco, mi butto in discesa su asfalto con un paio di crampetti che vogliono entrare, corro a zig zag , sperando di non farmi prendere da loro. Rientro su sentiero e porca vacca, tra chi fa barbecue e si diverte nel parco avventura, l’ultima salita su strada bianca. Totalmente dimenticata! Va bè cerco di riconvincere la testa che non è finita e mi rimetto a spingere con le braccia.  La discesa per nulla facile con le gambe stanche, e l’arrivo in piazza dove  se pur stanco arrivo tranquillo, perché poi a me di fare quella gran fatica non mi è mai andata giù.

Qualche birra, un panino e poi ricantare di nuovo in auto , per non addormentarmi. Anche questo è trail…

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