Monte Rosa Walser Trail

È oramai sera, quasi notte direi. Sono al rif Brunone, ore e ore di sveglia. Qui si sa quando inizia la giornata, mai quando la si finisce. La mia branda, da solo in camera. Il rumore della cascata qui dietro amplificata dal silenzio della notte. Pensieri e ricordi che si mischiano. I sentieri del Walser, gli amici incontrati qualche giorno fa in quel di Gressoney.

La fatica, quella sportiva vissuta appieno, ma con il sorriso sulle labbra. Come mi disse Collè in prossimità del colle Palisanas: eccolo! Tu sempre pacioso, tranquillo. Monte Rosa Walser Trail Complimento più bello non mi poteva fare, e neppure sapeva di farlo. Mio figlio scarrozzato per tutta notte da Torri e Franco, ancora due giorni fa Davide a raccontarmi aneddoti vissuti con questi due pazzi ragazzi, che amano la montagna prima di essere atleti, giornalisti e fotografi. L’organizzazione seria di Paolo con Giancarlo e i volontari, sorridenti e stanchi, ma che ti coccolano quando ti vedono arrivare. I colli, i miei adorati colli della Valle d’Aosta. Sentieri che mi danno ricordi indelebili, momenti vissuti magari in maniera un po’diversa da ora. L’età che avanza e che ti fa vedere il trail in modo diverso. Il piacere di esserci, senza mai voler forzare, seppur restando al limite delle tue possibilità. Non sono in giro a “caazzeggiare” ma la mia testa e il mio fisico non hanno più voglia di superare la soglia del piacere. Qualche volta si fatica di più per il solo sentire il proprio limite, ma nulla di più. Sonia con Chiara e una straordinaria Judith. Davanti una implacabile Laura Besseghin. Un quartetto che gareggerà con gli uomini. Là davanti il solito grande “Gale”, un signore che per me sarà sempre felicità veder trionfare. Michela con Diego e Vanessa a festeggiarmi all’arrivo, per vero un po’ sono rincoglionito, mi toccherà scusarmi per non aver dato a loro il giusto peso. 23 ore sono sempre tante. Eppure finisco felice, non per il traguardo, ma perché sto facendo quello che voglio e perché al traguardo ho la luce di mio figlio: lui è un po’ la mia vittoria, mi segue, c’è e a me basta .

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