Olgiate Comasco e quella corsa sul confine

  •     Alle volte ti chiedi cosa ti spinge a venire fin qui e fare quella settantina di chilometri in auto per correre ad Olgiate Comasco. Forse per andare al limite del confine montano di questi posti.
    Giunti sul posto sento che questa volta qualcosa nell’aria cambia, i percorsi son più corti e così mi pongo una domanda: “ma il giro sarà sempre il solito, anche la 20 andrà sul limite del confine montano come l’anno scorso?”. Mah! Tra risposte incerte trovo solo un addetto, fra l’altro molto impegnato, a darmi indicazioni. Preciso, mi dice solo la trenta va su, gli altri percorsi sono più tranquilli. Mi domando se sia il caso di fare la 30… reduci da giro montano ieri e non avendo allenamento sui lunghi diventa arduo provarci.
    Comunque pronti e via e si parte!
    Al bivio dei 20/30 mi rendo conto che solo la 30 percorre il tracciato montano. Ed è la conferma. Quindi decisione. Fra l’altro mi domando son venuto fin qui apposta, gia qui apposta e cosi si gira e ci si butta sui 30!

A parte i primi chilometri, il tracciato è uguale, cambia la scalinata per raggiungere il punto panoramico, quel classico e bellissimo balcone che si affaccia sul lago di Como, che lo si percorre al contrario, risalendo il sentiero che si faceva in discesa. Ciò mi lascia perplesso. Meglio come gli anni passati salire dalla scalinata, ma pazienza. L’importante è correre in montagna.

Poi si scende e mi accorgo che a 13km sono ritornato a valle. Mi sa che si risale di nuovo. Novità! Quindi doppia salita. E che salita! Presa quota, si corre su un tracciato di trincea con gallerie scavate nella roccia a ricordo degli anni in guerra, penso. Bellissimo. Giusto per rendere piacevole correre e dimenticare la fatica si transita su una cengia in sicurezza con uno sguardo dentro le gallerie  e per finire  dentro tunnel illuminato tutto in salita!

Si esce di nuovo e giù a valle per gli ultimi chilometri. Che per me diventeranno un calvario, anche se ben digerito, per i soliti lamenti alla gamba e forse una non eccellente preparazione sulle distanze un po’ più lunghe. Sapevo che avrei rischiato la tenuta a fare la 30km, ma penso proprio che ne sia valsa la pena. E penso che la  decisione  presa  al bivio 20/30 ad inizio corsa sia stata azzeccata, cosi sul traguardo mi ritorna quel sorriso sulla faccia al culmine di una mattinata bellissima dedicata alla corsa. In questo caso forse più che una corsa corsa, forse una corsa trail al limite del confine montano.
Complimenti all’organizzazione per la scelta del percorso. Bellissimo. Forse si poteva fare un giro lassù anche alla 20km, cosi magari soffrivo di meno la pianura e quell’asfalto.  Ma chissà? L’anno prossimo…
Piatto di pasta, borsello e via..
Anche questa anno quella corsa sul confine è stata fatta.

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