TOR 2018 visto da fuori

Qualche mese fa, quando Franco mi chiese di fargli assistenza al TOR 2018, fui felicemente sorpreso e anche un po’ preoccupato. Nel 2017 mentre era ampiamente in testa ebbe un lack-out che lo costrinse al ritiro e immaginai (come confermato) la voglia di riscatto che aveva in corpo. La Valle d’Aosta la conosco per i sentieri che vi ho percorso, ma raggiungere i punti chiave in auto da dove poi partono i sentieri è cosa ben diversa. Lusingato da questa richiesta accettai.

In ogni occasione che ci siamo visti nei mesi primaverili/estivi il rinnovo della richiesta non è mai mancata, mai avuto un dubbio nel rispondere si. Amici da tempo, quando ancora Franco non era conosciutissimo, compagni di squadra in Tecnica e ora In Hoka; il mio primo 4000 (che bisseremo a breve) grazie alla sua disponibilità e quel sapere di essere Amici anche senza frequentarsi troppo. Siamo nel parterre di partenza, un breve sguardo pieno di intesa, un sacchetto da portare al Defeyess con 2 panini, 2 gel e 2 duplo (per il primo ristoro c’era anche Giudy da fare assistenza). La partenza coi maratonabili, la partenza dei giganti e poi via di corsa a La Thuile con Melissa che seguiva Oliviero.

Saliamo di buon passo, sia mai che facciamo figura di arrivare dopo gli atleti. La tabella di marcia è rispettata. E’ tranquillo, si rinfresca, prende il gel e riparte verso colle Alto. Da li a poco passerà OLy già con male al ginocchio, e poi Giudy. Compito finito si ridiscende alla auto facendo mega tifo per tutti, compreso il buon Stefano Punzo che veleggia nelle ultime posizioni prendendola comodamente. La corsa a Valgrisa in auto è dovuta, seppur il mio supporto non è richiesto essendoci Sonia la sorella di Franco nonché regista di tutti i suoi ristori. Una auto la sua che per metà è dedicata a suo fratello tanta la roba che vi è caricata Arrivo infatti che Franco è già uscito, ma faccio in tempo a vedere Gale, Oly , Kienzel e un bel po’ di stranieri trai quali Galen che poi risulterà secondo a fine gara. Decido di andare a mangiare e poi mi sposto a Cogne dove prima di salire al rif Sogno prevedo di dormire qualche ora essendo oramai mezzanotte e sveglio da molto tempo. Ci provo ma dopo un ora un bisogno impellente mi fa uscire dalla auto. Stellata, temperatura mite e 11 km di sentiero da fare. Decido di prendermela comoda e parto per il rifugio. Ben prima delle 5 sono a destinazione. Farò compagnia al gestore che prepara ristoro. Tazza di caffè, mi copro perché fa un freddo cane e aspetto il passaggio di Franco. Il sole è già in cielo quando da lontano vedo arrivare Franco. Bene, bene. Un cenno di intesa, sta bene non ha bisogno di nulla . Di notte ha mangiato poco e la temperatura l’ha aiutato a tenere un buon ritmo. Rientro all’auto e rivedo gli stessi volti di Valgrisa, compreso quello della prima donna che impressiona per ritmo. Oly attardato dal dolore al ginocchio si dice fiducioso. Il fisioterapista del Tor l’ha un po’ sistemato, il dolore è sopportabile e lui recupera alla grande (sarà splendido 4*) . Messaggio con sonia per rassicurarla, arrivo alla auto e vado a Donnas. Arrivo giusto per un toast e capire cosa portare al rif Coda, e Franco arriva. Fa veramente un caldo pazzesco. Mi dirigo a “la Sassa” da dove poi andrò al rifugio. Caldo, caldo e ancora caldo. E io che sono già partito in alto. Dovrò certo farmi 900mt d+ ma molto meno dei 1500 degli atleti che partono ancora con più caldo. il tempo passa, di Franco neppure l’ombra. Eccolo poi lontano sul crinale. Sta arrivando passo lento ma costante. Stavolta capisco subito dal suo volto che qualcosa non va. Vorrebbe ripartire quasi subito, ma mi accorgo che la digestione non è “corretta” e infatti poco dopo starà male. Il colore del viso ora è accettabile e riparte con rinnovato vigore. Mia prossima tappa di incontro con Sonia è Niel dove farò da spettatore. Arriva tranquilla, nel ristoro regna un gran silenzio nonostante vi siano un po’ di persone. Mangia qualcosa: è già si può dire notte e riparte. Ok destinazione Champoluc dove dormo un paio di ore. Eccolo entra mi ricorda che devo andare al Tourmalin, zio belin il tempo è poco molto poco, mi sa dovrò faticare non poco per arrivare prima di lui. E infatti così è. Bene quel che finisce bene. Si sofferma un poco in rifugio, lo trovo sereno molto tranquillo e sicuro. Meglio così dai, è ancora molto lunga. Per me la tappa più lunga ora, al Magià infilato in una conca in alta valle. Tra l’altro mi faranno fare a piedi il sentiero più alto che sotto il sole e senza acqua è un forno, mannaggia a te con la jeep che potevi consigliarmi quello basso pressoché pianeggiante. Arrivo disidrato, bevo e mangio un tagliere. Mi metto al sole e aspetto.

Quest’anno hanno modificato il percorso in quel tratto e non so cosa dovrà affrontare per arrivare da me. Dal fondo valle una figura che subito riconosco. Entra mi dice che è molto accaldato, prende del ghiaccio e riempie il cappello. Pronto a ripartire , saluta tutti e via per sentieri. Il mio rientro seppur lungo sarà una piacevole passeggiata in corsa. Comincio a essere un poì stanchino pure io, vado ad Oyace dove mi attende Sonia e Diego (un altro dello staff assistenza e fortissimo corridore) Io andrò al Frassati, Diego che è più in forma di me nel Vallone del Malatrà, passando però dal rifugio dove sono io. A dire il vero Diego prima sarà al rifugio sopra Ollomont. Arrivo al Frassati all’imbrunire fetta di torta. Passerò tutta la notte in fianco alla radio ufficiale dell’organizzazione a sentire notizie di corridori e quindi anche sue. Sono le 5 passate quando sento che si ferma a dormire. Da lì al passaggio in rifugio passeranno ore che seppure sportivamente parlando saranno di apprensione. Accompagnato da commissari gara arriva al Frassati. Diego riparte per il Vallonte del Malatrà, io vengo tranquillizzato dalle sue parole. Si cambia perché oramai giorni e parte. Non passa molto tempo che entra Galen che si mangia polenta oncia e costine!!! Anche lui riparte, fresco e sorridente.

Il resto per me è aspettare lungo la poderale di rientro alla auto un sms che mio figlio mi ha scritto 30 secondi dopo l’arrivo “Franco ha vinto” e io con un po’ di emozione mi rilasso!

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